Percorsi di musicoterapia contro la dispersione scolastica

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Quando ci accostiamo al mondo scolastico e alle molteplici problematiche che lo riguardano, come operatori del benessere, dobbiamo innanzi tutto interrogarci su quale sia la funzione e l’importanza che l’istituzione scolastica gioca nello sviluppo di coloro che ne sono gli utenti cioè degli alunni. Come sappiamo la scuola è il primo luogo in cui, al di fuori della famiglia, il bambino ha la possibilità di sperimentarsi come soggetto di relazioni, cioè come piccolo individuo che si apre al mondo, alla sua conoscenza e alla sperimentazione di nuovi orizzonti affettivi; questo in buona parte dipende dalle relazioni familiari che ha fino ad ora sperimentato, ma non solo, la scuola offre una nuova grande prospettiva costituita dal confronto con il mondo dei pari e fornisce la possibilità di esprimere con essi emozioni ben diverse da quelle che si vivono e si esplicano con gli adulti. Ciò presenta un aspetto d’ambivalenza poiché proprio la grande potenzialità relazionale che offre la scuola può parimenti essere motivo di altrettante esperienze frustranti per il bambino. Infatti, nel corso dello sviluppo, le esperienze vissute nella scuola quanto più possono essere arricchenti, tanto più possono risultare “pericolose”, poiché più ci si mette in gioco più si corrono dei rischi, laddove l’individuo sia un soggetto vulnerabile: il bambino e l’adolescente sono per antonomasia soggetti in via di definizione e trasformazione e quindi particolarmente fragili. Le difficoltà scolastiche costituiscono segnali di malesseri profondi e possono dunque essere “spia” di futuri disturbi della sfera psicologica. Tutto ciò nasce dal fatto che la scuola essendo il luogo in cui il minore trascorre la maggior parte del proprio tempo, diviene luogo di incontri, di identificazioni e quindi d’investimenti affettivi. Proprio per questa sua peculiare caratterizzazione affettiva la scuola riveste un ruolo estremamente importante nello sviluppo psico-affettivo dell’individuo. Il bambino nella scuola sperimenta per la prima volta l’uscita dall’investimento narcisistico primario e la ricerca di nuovi riferimenti identificatori e relazionali; è proprio in questa esplorazione di nuovi modelli nei rapporti con gli adulti e con i pari che si gioca una fase importante che può esitare in modo determinante per il futuro del minore.

Scritto da Maria Santonocito e Patrizia Parentela, tratto da “Musica et Terapia” vol. 12

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