Memorie di gruppo e musicoterapia

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Memoria e Memorie
Quando si affronta un tema come quello della “memoria” come componente vitale e creativa della persona, sia in riferimento a soggetti che la conservano in modo integro, sia a soggetti svantaggiati, che per vari motivi ne hanno subito limiti, deficit e perturbazioni, ci troviamo di fronte a problematiche complesse e composite che coinvolgono totalmente la sfera dei vissuti personali, intimi, ma anche sociali, relazionali e interpersonali.
Una qualsiasi modificazione neuropsicologica della componente mnestica di un soggetto avrà, inevitabilmente, delle ricadute sulla totalità della sua qualità di vita, nei rapporti con l’altro da sé, nella comprensione corretta della realtà, in sostanza sul suo “presente”, “passato” e “futuro’:
Modificazioni di tale portata investono la persona nei meccanismi più profondi delle scelte quotidiane, nella pianificazione del futuro, nei rapporti affettivi, nella coscienza e nella percezione di se stessi, unita mente ad una “forzata” ri-configurazione e ri-mappatura della propria esistenza, spesso in senso peggiorativo e limitativo, con conseguente perdita di autonomie, a vari livelli di complessità. Se poi consideriamo che nelle neuroscienze, in realtà, il concetto di memoria si allarga comprendendo più “memorie” in rapporto alla capacità cerebrale di ricostruire avvenimenti, episodi, sensopercezioni e vissuti, il quadro di riferimento si arricchisce di nuove complessità e di tematiche che si collegano in modo interdisciplinare alle varie angolazioni delle scienze umane.
La memoria non è solo ciò che siamo in grado di ricordare consciamente del passato, secondo una definizione molto più ampia, “è l’insieme dei processi in base ai quali gli eventi del passato influenzano le risposte future” (Siegel, 2001 l, il cervello interagisce con il mondo e registra le diverse esperienze. Quando parliamo di “ricordo” è riduttivo pensare che qualcosa viene semplicemente richiamato da un data-base, una sorta di agenda elettronica, presente nella nostra mente, in realtà la memoria che sottende il ricordo è il risultato di una serie di processi rappresentazionali attivi e dinamici.
“II ricordo è il risultato della costruzione di un nuovo profilo di eccitazione neuronale, che presenta caratteristiche proprie dell’engramma iniziale ma anche elementi della memoria derivati da altre esperienze, e che risente delle inferenze esercitate dal contesto e dallo stato della mente in cui ci troviamo nel presente’: (Siegel, 2001 l Questi processi che avvengono di continuo nella nostra mente si depositano e sedimentano in modo dinamico, arricchendo le dinamiche dei dati dell’esperienza e conferendo, ogni volta, nuovi elementi e vissuti al “ricordo” iniziale, che ne mantiene le caratteristiche originali, ma inevitabilmente filtrate dall’elaborazione progressiva che il nostro cervello ogni volta riplasma e riconfigura.

Scritto da Egidio Freddi e Antonella Guzzoni, tratto da ” Musica et terapia” pag. 15 – vol. 16

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