Importanza dell’improvvisazione in musicoterapia

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Vi sono due modalità fondamentali di svolgimento delle sessioni di musicoterapia: una denominata passiva, che si basa essenzialmente su attività di ascolto e una attiva che utilizza in particolare attività esecutive e l’improvvisazione ed è questa che sarà ora considerata. Diversi autori hanno discusso i maggiori modelli di improvvisazione nella musicoterapia, mettendo a confronto i vari approcci (Bruscia, 1987; Wigram, 2004). L’improvvisazione in musicoterapia fa riferimento a specifici orientamenti psicologici più che a teorie o intendimenti musicali, che definiscono la natura della musicoterapia e il ruolo dell’improvvisazione. Le teorie possono derivare da discipline come la psicoterapia, la programmazione neurolinguistica, la terapia occupazionale o altre arti terapie. Riguardo alle psicoterapie, vi è sovente il riferimento alla psicologia psicodinamica, alla psicologia esistenziale umanistica e alle scuole gestaltiche di psicoterapia. Altre teorie utilizzate sono il comportamentismo, l’analisi transazionale, l’approccio cognitivista. Gli orientamenti teorici influenzano gli obiettivi, le procedure di accertamento, le dinamiche di intervento, il processo del trattamento e la valutazione. Ad esempio, prendendo come riferimento la teoria analitica, acquistano particolare rilievo termini come sintonizzazione, rispecchiamento e rispondenza empatica. Si tratta di modalità che possono essere attivate anche per via transmodale e facilitano la nascita e lo sviluppo della relazione intersoggettiva attraverso l’osservazione da parte del musicoterapeuta della compartecipazione dell’attenzione, della compartecipazione delle intenzioni e della compartecipazione degli stati affettivi. Il dominio acustico favorisce il determinarsi di un’area transizionale, un ponte tra interno ed esterno, uno spazio per gli scambi sonori e musicali nel quale sviluppare una comunicazione condivisa.

Il medium aucustico facilita il verificarsi di momenti di sintonizzazione che sono il fondamento dello sviluppo della relazione intersoggettiva. A d esempio, una sintonizzazione in una seduta musicoterapica, nell’ambito della condivisione di una produzione sonora e musicale, può essere riscontrata quando vi è un a coincidenza dell’intensita delle produzioni sonore, un andamento analogo rispetto alla pulsazione negli scambi sonori e musicali, un ritmo anche complesso ma iterativo seguito in modo sincrono dal soggetto, un’analogia dei disegni ritmici e melodici.

Tratto da  “Musica et terapia” a cura di Michele Biasutti

 

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