Diario dei laboratori: L’uso della voce nella DanzaMovimentoTerapia Creativo-Espressiva

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Report di Rossana Cacciatore

L’uso della voce nella DanzaMovimentoTerapia Creativo-Espressiva è stato l’argomento trattato nel fine settimana scorso dove, cimentarsi nel recupero di vocalizzi o semplici parole sussurrate non è stato poi così semplice. Quando si parla di voce come strumento per interagire quotidianamente con l’altro è un dato di fatto ma, mettersi in gioco nell’espressione corporea associata all’emissione di suoni o parole per esprimere ciò che si prova non è poi così semplice e scontato.

La conferma avuta in questi due giorni di come sia difficile mettersi a nudo mi ha fatto riflettere su quanto sia lungo un percorso di esternazione vocale e quanto per noi conduttori sia difficile trovare la chiave giusta affinchè questo avvenga.

La metodologia ludica credo sia la forma più semplice per approcciare un gruppo di qualsiasi età o deficit, all’espressione vocale. Infatti in un primo contesto dove era richiesto esplicitamente di associare il movimento ad una parla su 20 persone solo 2 o 3 sono riuscite a farlo, il resto è rimasto in una forma di disagio o quasi vergogna. I momenti in cui bene o male un po’ tutti abbiamo esternato un suono è stato quando il gruppo all’unisono si è espresso con il ritmo associato al suono nell’Expression Primitive.

In questa metodologia, lo strumento della voce recupera gli elementi del pensiero primitivo, ovvero sollecita una modalità arcaica di pensiero connessa ai primi momenti della vita, intrinseca in ognuno e, si estrinseca nella relazione ludica con il mondo, nel piacere derivante dalla poesia, dalla musica, dal ritmo, dalla ripetizione del movimento, ecc. Il lavoro simbolico con le potenzialità espressive corporee, la ricerca e la sperimentazione di gesti lineari e semplici contribuisce a rafforzare l’espressione di sentimenti.

Non vorrei dilungarmi troppo con intermezzi teorici, ma ho ritenuto opportuno specificare come l’Expression Primitive lavori proprio sull’uso della voce.

Nella parte finale dei due giorni abbiamo assistito alla dimostrazione che un contesto ludico aiuta in maniera naturale a dare inizio ad un lavoro su di sé e con una conseguente consapevolezza che l’espressione di quello che siamo avviene anche con l’esternazione non proprio consueta, di un qualcosa che ci appartiene, cioè la voce che, usata in maniera differente potrebbe avere risvolti piacevoli e sorprendenti.

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