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L’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, tra gli altri, ha svolto i seguenti progetti di Arti Terapie in Ambito Clinica nelle Comunità, finalizzati alla riabilitazione di pazienti psichiatrici, anziani con demenza, disabili e detenuti. 

Per chiedere consulenza  al nostro Istituto per la realizzazione di progetti in ambiti affini a quelle indicate in questa sezione, compilare il format a piè pagina.

AREA CLINICA

Titolo. Il suono dimenticato: la Musicoterapia per il miglioramento delle condizioni e delle aspettative di vita del paziente anziano affetto da gravi patologie degenerative del Sistema Nervoso Centrale.
Dicembre 2004 – in corso
Sede di svolgimento: Casa Protetta per persone anziane non autosufficienti “Buon Pastore” di Lecce (LE), via Fiume n. 63.
Descrizione. Il progetto, a carattere riabilitativo, è stato rivolto a 12 anziani ambosessi affetti da Demenza, ospiti residenziali della Casa Protetta BUON PASTORE di Lecce ed ha riguardato l’uso sistematico delle tecniche di Musicoterapia volto ad ottenere i seguenti obiettivi:
• il recupero, ove possibile, dell’identità di ogni paziente, attraverso la storicizzazione - dal punto di vista sonoro - delle vicende personali e la creazione di un percorso storico emotivo sonoro mediante il quale risultasse possibile riattivare la memoria del passato;
• l’integrazione del singolo nel gruppo;
• il recupero, per ogni singolo paziente, di contatto con la realtà circostante;
• l’espressione di meccanismi e di conflitti inconsci che il soggetto è incapace di verbalizzare;
• il miglioramento del tono dell’umore;
• il recupero del processo creativo;
• il recupero del deficit cognitivo (memoria, linguaggio, attenzione);
• l’attivazione di processi di mantenimento delle funzioni linguistiche, della memoria, psicomotorie, discriminative, espressivo creative.
La finalità del progetto, come indicato nel sottotitolo, è stata il miglioramento delle condizioni e delle aspettative di vita del paziente anziano affetto da gravi patologie degenerative del Sistema Nervoso Centrale, attraverso i recenti studi sulla Musicoterapia e sulla Plasticità Neuronale.
Contesto, obiettivi e risultati. Con la crescita delle percentuali di soggetti anziani nelle maggior parte delle nazioni industrializzate – e, dunque, anche in Italia -, si prevede un numero drammaticamente crescente di soggetti dementi e di personale e servizi d’assistenza.
Perdere il contatto con se stessi e con la propria storia personale è quanto accade con i pazienti che, a causa della degenerazione delle cellule del Sistema Nervoso Centrale, si ammalano di Demenza. Questo intervento ha riguardato l’esperienza fatta  con un gruppo di persone anziane con diagnosi di Demenza di diverso genere e grado. L’obiettivo è stato far riscoprire la capacità di emozionarsi, di rivivere sensazioni dimenticate, di sorridere. Ovvero, permettere a ciascuno di recuperare tasselli della propria storia personale, attraverso il recupero della storia sonora, per un generale miglioramento della qualità della vita.
Sul piano dell’osservazione clinica, i risultati, supportati da valori costanti o addirittura crescenti di risposta al test MMSE - Mini Mental State Evaution, scala di valutazione del grado di Demenza -, somministrati dalle psicologhe ogni sei mesi, posso essere così riassunti:
• sulle tracce di memoria di sé in pazienti così compromessi, grazie all’elaborazione spontanea sul piano non verbale, facilitata dalla musicoterapia, si sono cominciati a strutturare pensieri;
• nelle sedute di musicoterapia di gruppo si è creato un processo di socializzazione, attraverso il recupero della capacità di riconoscere l’altro e di rapportarsi a lui e all’ambiente, grazie al dinamismo del gruppo associato all’azione dei musicoterapisti;
• anche il paziente che non conosceva gli altri ha cominciato a relazionarsi al gruppo.
Gli obiettivi, in relazione ai postulati della Plasticità Neuronale che vuole l’esercizio mentale alla base di ricrescita sinaptica e, dunque, di nuovi apprendimenti, si possono considerare raggiunti.


Titolo. Raccontare e raccontarsi: le favole e la costruzione delle storie come linguaggi della memoria.
Luglio 2005 – Luglio 2006

Sede di svolgimento: Casa Protetta per persone anziane non autosufficienti “Residenza Solaria” – via Lecce, 26 – 73041 Carmiano (LE)
Descrizione. Il progetto, a carattere ludico-ricreativo-riabilitativo, è stato rivolto a 15 anziani ambosessi affetti da varie forme di disagio psicofisico e sociale (pazienti con  demenza vascolare e d’Alzheimer, pazienti in stato d’abbandono, ex Ospedale Psichiatrico ecc.), ospiti residenziali della Casa Protetta RESIDENZA SOLARIA di Carmiano (LE), le cui condizioni obbligano a far affrontare, quotidianamente
• vissuti di abbandono e inadeguatezza;
• sentimenti di solitudine e isolamento;
• dolore e invalidità per la malattia;
• il mantenimento di una immagine positiva di sé;
• un futuro incerto e privo di progettualità.
Data l’etereogeneità degli ospiti per tipologia di disturbo, condizione psicopatologica e storia personale, si è scelta la costruzione di storie come strumento di intervento attraverso la metodologia della tecnica della fiabazione che, lavorando sulle dimensioni del sé corporeo, espressivo e verbale, ottimizzano ricadute  sulla globalità della persona.
Il racconto, infatti, contiene in sé un potenziale terapeutico perché funziona come organizzatore di conoscenze, di rappresentazioni della realtà, come momento di rielaborazione di emozioni e ricordi. Assume il valore di un recupero, anche se parziale, di identità attraverso la rievocazione di momenti di vita, di tracce del passato e contemporaneamente assolve una funzione comunicativa come antidoto contro l’isolamento affettivo e relazionale.
Il racconto si pone come un oggetto intermedio e simbolico attraverso cui condividere argomenti taciuti, dimenticati o nascosti, desideri e paure. Ma è anche un “dono” che testimonia delle possibilità ancora creative della mente.
Contesto, obiettivi e risultati. La condizione dell’anziano che vive in una casa di riposo è caratterizzata dalla necessità di far fronte ad una serie di cambiamenti che riguardano diversi aspetti della propria identità personale e sociale: Mutamenti fisici, rispetto alla diminuzione delle funzioni visive e uditive, della forza fisica della mobilità, in generale un deterioramento della propria salute fisica; Deterioramento delle funzioni intellettuali, come nelle demenze; Cambiamento del tipo di abitazione; Variazioni nei contatti sociali, spesso con la perdita del coniuge, l’allontanamento dai familiari e da altre relazioni significative; Stereotipo negativo dell’anziano.
L’intervento è stato pensato e costruito con la finalità di migliorare la qualità della vita della persona anziana e del tempo vissuto attraverso l’individuazione dei deficit e il recupero e lo sviluppo delle abilità e capacità residue, nell’ottimizzazione di un equilibrio funzionale al raggiungimento del miglior benessere possibile.
Nella sua parte esecutiva, esso ha riguardato l’uso sistematico delle tecniche della fiabazione, dal racconto di storie scritte alla costruzione di altre,  volto a conseguire obiettivi in gradi di permettere alla persona anziana con disagio di migliorare la propria dimensione relazionale, personale e interpersonale, di affrontare compiti quotidiani con maggiore disponibilità, di ridurre i livelli aggressività e di ansia, di stimolare le capacità attentive e la disponibilità alla collaborazione, di restituire dinamicità ad una percezione del tempo immobile e statica, di recuperare stima e fiducia in sé. Il racconto che è emerso dal gruppo, il setting privilegiato di tutto l’ intervento, è sempre stato qualcosa di più e di diverso che nasceva dal contributo del singolo ma veniva messo in forma originale e nuova a disposizione del gruppo.
Tutti sono stati contemporaneamente protagonisti della propria storia e partecipi di una costruzione del gruppo. Il che ha permesso, agli osservatori ed ai valutatori, di giudicare di grandi impatto clinico ma anche sociale lo strumento scelto.

Titolo. CambiaMENTI: progetto di teatro-terapia per la realizzazione di una compagnia teatrale stabile composta da pazienti psichiatrici adulti, ospiti di una Comunità Terapeutico – Riabilitativa.
Maggio 2009 – Agosto 2009
Sede di svolgimento
: Comunità Terapeutico Riabilitativa per pazienti psichiatrici adulti “San Giorgio” – TAVIANO (LE)
Descrizione. Il progetto è nato come un percorso finalizzato alla  riabilitazione di un gruppo di 25 pazienti ambosessi adulti (di età superiore ai 50 anni) affetti da patologie psichiatriche cronicizzate (in larga parte, schizofrenia e depressione psicotica), ospiti residenziali della Comunità Terapeutico Riabilitativa per pazienti psichiatrici adulti “San Giorgio” – TAVIANO (LE) -  ed ha riguardato l’uso sistematico delle tecniche di danzaterapia e teatro-terapia finalizzate al conseguimento di obiettivi clinici strettamente correlati con i disturbi caratterizzanti le patologie trattate, ovvero: deliri, allucinazioni, disturbi del pensiero e depressione, associati alle più comuni manifestazioni sintomatiche costituite da regressione psicosociale,  disturbi dell’attenzione - come l’incapacità a concentrarsi -; distraibilità; apatia (con l’alterazione della capacità di iniziare, programmare ed eseguire attività complesse); disturbi della memoria.
Il paziente psicotico vive in maniera confusiva il rapporto tra un Sé frammentato, benché compensato con la farmacoterapia, nei casi come quello in questione, trattandosi di persone con una lunga carriera psichiatrica alle spalle, con il mondo esteriore rispetto al quale si sente un tutt’uno, come assorbito. Perciò, il lavoro con il corpo, tipico del teatro, della danza e di tutte le discipline ad essi collegate e da essi derivate, consente il ripristino di quei confini ed il riappropriarsi dell’identità personale. Il che consente, solo in un secondo momento,  processi d’interazione.
Dal punto di vista clinico, la prima fase dell’intervento ha avuto finalità di riabilitazione e di prevenzione terziaria, ovvero orientata alla prevenzione dei peggioramenti in pazienti affetti da patologie cronicizzate.
In un secondo momento, il progetto ha avuto un risvolto più propriamente artistico, in cui sono state applicate tecniche teatrali, corporee e di recitazione per preparare il gruppo degli “attori” alle performances teatrali organizzate con l’ausilio del responsabile clinico/regista dell’intervento.
Contesto, obiettivi e risultati. Il progetto, nato con finalità riabilitative, in tutte le fasi che hanno preceduto il debutto della Compagnia sul palcoscenico, ha riguardato l’uso sistematico delle tecniche rivenienti dalla teatro terapia per conseguire i seguenti obiettivi, rispondenti ad altrettanti bisogni: riconoscere se stesso e l’altro da sé;  sviluppare la presa di coscienza dei vissuti corporei; sviluppare le competenze emotive e relazionali che sottendono i processi cognitivi e sociali; sviluppare le potenzialità creative e artistiche, intese come risorse interne che attivano percorsi di autostima e fiducia in sé e nell’altro; sviluppare la capacità di entrare in contatto con il proprio corpo, attraverso la consapevolezza dei propri confini corporei, quale proiezione del proprio essere-nel-mondo; sviluppare la capacità di entrare in relazione con il diverso-da-sé in un clima di integrazione e collaborazione; sviluppare le capacità di socializzazione mediante la sperimentazione di diversi ruoli e delle dinamiche di gruppo; sviluppare la capacità di gestire l’aggressività e i conflitti; contribuire a creare un clima di mutuo aiuto tra tutti i componenti del gruppo; favorire il benessere psicofisico – attraverso il miglioramento del tono dell’umore - ed il clima d’accettazione (prodotto dall’applauso) per il proprio saper fare.
Gli obiettivi principali sono stati raggiunti, atteso che, per il mantenimento delle abilità acquisite e per il conseguimento di nuovi obiettivi, il gruppo necessità di molto lavoro già in programma per l’inverno 2009/2010.   Tra gli eccezionali risultati, vanno menzionati i progressi fatti da molti pazienti anziani ex OP, inizialmente incapaci di esprimersi ma  poi esemplari protagonisti delle performances prodotte sul palco.
La costituita Compagnia Teatrale CambiaMENTI nella stagione estiva 2009 si è esibita con successo sui seguenti palcoscenici in provincia di Lecce: Teatro Fasano di TAVIANO il 23.7; Torre Susa il 27.7; Mancaversa il 29.7; Marina di Salve il 2.8; Teatro Circolo Virtuoso di Carmiano il 6.8; S. Maria di Leuca il 20.8. Altri lavori e altre date sono già state commissionate per i mesi a venire.


AREA RIABILITAZIONE PSICO-SOCIALE

Dal 05/07/07 al 28/06/08
Percorso di riabilitazione psico-sociale in favore di un gruppo di 10 detenute presso il Penitenziario di Lecce “Borgo San Nicola” – dal titolo “LIBERA LA MENTE” - su incarico conferito dalla Commissione per le Pari Opportunità della Donna della PROVINCIA DI LECCE. Performance Teatrale conclusiva dal titolo SI VERDE LA LUNA PERFINO DA QUI e realizzazione di video e opuscolo divulgativo dell’esperienza.
Premesse
Da sempre la CREATIVITÀ sollecita l’essere umano ad inventare soluzioni di vita ed armonie personali sempre nuove. Essa, infatti,  grazie al suo innato potere, può  sbloccare l’accesso alle risorse profonde, permettere il superamento di ostacoli che si frappongono fra il Sé e la piena realizzazione del potenziale umano e modificare l’ ”Aggressività Maligna”,  ovvero quella tendenza, descritta da Erich Fromm, a reagire distruttivamente alle avversità, fino a trasformarla in conoscenza di sé e degli altri, in valorizzazione delle relazioni umane, in comunicazione ed in pace.
Lo studio sistematico della Creatività ha, oggi,  permesso il nascere ed il proliferare di discipline - che prendono il nome di Arti Terapie - che coniugano la dignità scientifica della multisensorialità delle cosiddette arti con le loro applicazioni in campo terapeutico, riabilitativo e relazionale.
Esse, infatti, fondate su modelli teorici la cui validità è condivisa dalla comunità scientifica internazionale, non sfruttano – come potrebbe accadere di pensare - il potenziale curativo in sé dell’arte ma, in quanto strumento di comunicazione non-verbale, si rivolgono alla sfera emotivo-affettiva della personalità - ovvero alla parte più profonda e nascosta a cui non si ha accesso se non superando i naturali meccanismi di difesa dell’Io -,  con l’obiettivo di recuperare le capacità  relazionali in soggetti con disagio.
Accade così che tra utente (o gruppo di utenti, spesso ma non in assoluto definibili come “pazienti”) e terapeuta si instaura, attraverso la scoperta o riscoperta della creatività , una relazione, orientata all’aiuto, in cui la musica, il colore ed il movimento diventano l’oggetto intermediario di una  comunicazione di cui il conduttore¬\terapeuta è il facilitatore.
Nel contesto carcerario, intervenire con le Arti Terapie significa proporre uno strumento per  riabilitare le capacità sociali e relazionali dell’individuo, ovvero agire sul Sé Espressivo,  con l’obiettivo di consentire un recupero, da una parte,  della dimensione creativa che permetta di decodificare gli stimoli esterni piuttosto che registrarli passivamente e subirli, dall’altra, della dimensione relazionale attraverso un lavoro svolto in forma di gioco.
La socializzazione, infatti,  vissuta come momento di condivisione in un contesto ludico-ricreativo, funge da stimolo per il riconoscimento ed il rispetto degli altri e mira al raggiungimento di una più serena accettazione della situazione detentiva.
Oggetto
L’ intervento riguarda la realizzazione di laboratori pratici incentrati sullo svolgimento delle seguenti attività:
1. Attività musicali e musicoterapiche articolate in 2 momenti:
• Produzione sonoro musicale - improvvisazione ritmico-melodica con l’utilizzo di strumenti convenzionali e non convenzionali - ;
• Ascolti musicali - ascolto di brani musicali scelti alternativamente dal Musicoterapista e dal gruppo.
2. Espressione Corporea e Attività Teatrale – drammatizzazione di fiabe e storie personali;
3. Performance teatrale – performance teatrale conclusiva.
Finalità
In linee generali, la finalità  è da inquadrarsi nella Riabilitazione Psico-sociale.
Obiettivi
 Gli obiettivi possono essere così riassunti:
1. Recuperare la dimensione femminile e materna, rimasta latente durante la detenzione;
2. Favorire l’integrazione e la socializzazione;
3. Agire positivamente sul riconoscimento di sè e degli altri;
4. Proporre l’idea della collaborazione e del mutuo soccorso;
5. Imparare ad  attendere e tollerare i tempi degli altri;
6. Rafforzare l’autostima e le capacità di leader in un contesto sociale positivo;
7. Recuperare l’equilibrio psichico ed emozionale per un futuro reinserimento lavorativo e sociale;
8. Attenuare gli stati d’ansia delle detenute attraverso l’introduzione del gioco;
9. Contenere gli stati depressivi conseguenti all’elaborazione individuale dello status di detenzione;
10. Proporre un’idea più positiva del luogo di detenzione;
11. Verificare, ove possibile, miglioramenti sotto il profilo del tono dell’umore.





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